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AUDITORIUM di Piazza De Mattias

CITTÀ: San Giovanni Rotondo (FG), Italia
COMMITTENTE: Comune di San Giovanni Rotondo
DESTINAZIONE D’USO: Piano POR PUGLIA 2014-2020, Rigenerazione Urbana Sostenibile “Ri_Conquistiamo l’Autenticità”, Auditorium di Piazza De Mattias presso l’ex Convento di Santa Maria Maddalena
ANNO: 2019-2020
VALORE TOTALE DELL’INTERVENTO: 190.000 €

PROGETTO DEFINITIVO:
ing. Michele Chiumento I responsabile unico del procedimento
Ph.D arch. Cesare Corfone I progettista mandatario e capogruppo

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
arch. Angela Pia Russo
arch. Raffaele Vitale
arch. Marco Vincenzo Manduzio
arch. Bianca Santoli

PROGETTAZIONE SPECIALISTICA
Manuela Bruno I progettazione illuminotecnica
arch. Mario Danilo Carella I progettazione sicurezza antincendio

PROGETTO ESECUTIVO:
ing. Saverio Pio Longo I responsabile unico del procedimento
arch. Giorgio Tomasello I progettista mandatario e capogruppo

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Ph.D arch. Cesare Corfone
arch. Angela Pia Russo
arch. Raffaele Vitale
arch. Marco Vincenzo Manduzio
arch. Bianca Santoli
geom. Alessandra Malerba

PROGETTAZIONE SPECIALISTICA
ing. Ferdinando Costantini I progettazione sicurezza antincendio
Manuela Bruno I progettazione illuminotecnica

“RI_CONQUISTIAMO L’AUTENTICITÁ” – L’INIZIATIVA COMUNALE

“Partendo dalla rivalutazione del centro storico, «il vero cuore e la vera anima, da oltre mille anni, della città di San Giovanni Rotondo», si può realizzare una politica di rigenerazione urbana che, mettendo insieme più soggetti, possa avere ricadute positive non solo per il contesto cittadino sangiovannese, ma per buona parte del territorio garganico. Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione attraverso i fondi europei di sviluppo regionale, possiamo rivalutare, riconsiderare e ricostruire il tessuto del nostro centro storico.» Un progetto che ha un nome e una mission precisi.

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LA STRATEGIA DI RIGENERAZIONE URBANA

L’intervento di adeguamento dell’Auditorium Piazza De Mattias, localizzato in una importante porzione del Complesso storico-architettonico dell’ex Convento di Sabra Maria Maddalena, è un intervento pubblico che afferisce alle finalità dell’obiettivo tematico IX – Inclusione sociale e lotta alla povertà, in particolar modo coerente con OT 9 del POR Fesr-Fse Puglia 2014-2020, Azione 9.14.

In un contesto come quello del centro storico di San Giovanni Rotondo che necessita di infrastrutture sociali per lo sviluppo locale, il progetto di adeguamento dell’Auditorium di Piazza De Mattias può rappresentare un passaggio significativo nella rigenerazione socio-culturale del centro storico, per la valenza inclusiva che ne deriverebbe dalla rappresentatività dell’opera in se e dalla incisività delle attività che potrebbe accogliere a favore di ceti sociale disagiati ed emarginati. Al fine di risvegliare nelle coscienze dei cittadini i principi della legalità e dell’integrazione socio-culturale, il recupero funzionale di un edificio di tale valenza urbanistica e simbolica assume un posto centrale nell’ampio processo di rigenerazione urbana, che si sostanzierà in spazi e servizi di natura sociale, di animazione e promozione della cultura e della creatività, in un’ottica di integrazione e aggregazione delle varie componenti generazionali della comunità urbana. Attività che l’Auditorium potrebbe accogliere sono ad esempio conferenze, workshop culturali, mostre, proiezioni cinematografiche, piccoli eventi musicali, saggi di danza o di associazioni sportive, recite scolastiche, manifestazioni di quartiere, comizi politici, manifestazioni teatrali, eventi di video mapping, letture condivise, lezioni serali per l’alfabetizzazione italiana, lezioni di dizione, lezioni di lingue straniere, feste di quartiere.

L’individuazione dell’intervento proposto è stata preceduta da un’oculata fase di analisi e studio del contesto territoriale in cui si inserisce. Tale fase di analisi (confluita e ben sintetizzata nella strategia SISUS) ha restituito il quadro di un centro storico, quello di San Giovanni Rotondo, caratterizzato da un forte fenomeno di spopolamento, da fenomeni di illegalità diffusa, da una quasi totale assenza di servizi e funzioni urbane e da una forte multietnicità degli abitanti. Questi elementi isolano oggi il centro storico della città ponendolo al di fuori delle dinamiche urbane, sociali ed economiche e ovviamente turistiche. Una vera periferia al centro della città, progressivamente dimenticata da cittadini e turisti nonostante le peculiarità e le bellezze architettoniche, storiche e culturali che la caratterizzano. L’intervento, rispondendo in maniera coerente all’azione 9.14 (interventi per la diffusione della legalità), è perfettamente integrato e coerente con il contesto in cui si inserisce. In particolare il centro storico di San Giovanni Rotondo necessita di interventi che risveglino i principi di coesione sociale e integrazione, essendo in gran parte abitato da persone che, per motivi economici e/o etnia, si trovano ai margini della vita sociale del paese.

Il progetto tende a promuovere l’inclusione sociale all’interno del centro storico della Città, cercando di aumentare il livello di legalità reale e percepita, migliorando i servizi pubblici offerti un un’area a basso tasso di legalità, istruzione ed inclusione sociale, e si collega pienamente ad un intervento di miglioramento della fruibilità e adeguamento funzionale di un antico edificio, con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva. Con questo intervento di adeguamento, si vorrebbe realizzare un luogo in cui i cittadini (maggior ragione quelli che abitano il centro storico) possano identificarsi e sviluppare il loro senso di appartenenza alla comunità. Il mix di attività sociali e economiche, soprattutto se autogestite, potrà dare linfa vitale a pratiche di miglioramento della coesione, partecipazione e inclusione sociale.

L’intervento è assolutamente compatibile con le strumentazioni urbanistiche locali e sovralocali, il cui quadro di riferimento è descritto nello specifico paragrafo, e vuole migliorare la tutela del bene storico e la sicurezza dei cittadini, durante dell’utilizzo e la fruizione dell’immobile. Per quanto esposto sin ora, e in virtù di quanto descritto nella relazione di progetto, si ritiene che l’intervento in oggetto risulta in particolare coerente con l’obiettivo tematico OT 9 del POR Fesr-Fse Puglia 2014-2020, ovvero Azione 9.14, sintetizzandolo le caratteristiche dell’intervento in riuso e recupero di un importante immobile pubblico, per dotare l’ambito di spazi dedicati all’animazione sociale e alla partecipazione collettiva.

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Il presente progetto di adeguamento della chiesa sconsacrata di S. Maria Maddalena nell’ex convento, ha come obiettivo strategico quello di recuperare il senso dell’inclusione sociale, che è il vero genius loci dell’ex convento, sin dai tempi delle Suore Clarisse, che già nel Seicento, si occupavano proprio in quei luoghi, dell’educazione delle figlie del ceto civile decaduto finanziariamente, ed alla loro istruzione, insegnandole a leggere, scrivere, cucire, ricamare, in fine, a ricercare la buona morale.

LOCALIZZAZIONE ED INQUADRAMENTO URBANO

L’area oggetto d’intervento è ubicata all’estremità nord del nucleo della città consolidata di San Giovanni Rotondo, in coerenza con l’ambito individuato per il programma di Strategia Integrata per lo Sviluppo Urbano Sostenibile SIUS. Con la sua dimensione chiusa e murata, che permane nonostante i rimaneggiamenti e le demolizioni, il centro storico costituisce l’elemento urbano maggiormente intatto nell’impianto e nei caratteri del paese, trovando localizzazione orografica sul secondo dei tre terrazzi morfologici che accolgono l’intero territorio comunale.

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Nell’inquadramento urbanistico generale San Giovanni Rotondo risulta caratterizzato da macro nuclei edilizi in connessione. A partire dai grandi complessi urbani del Polo Ospedaliero e dalle aule liturgiche del Polo turistico religioso del santuario di San Pio e di Santa Maria delle Grazie, percorrendo Viale Cappuccini e poi Via Antonio Crisetti, si individua un asse ovest – est che ha come punto nevralgico della direttrice piazza Santa Maria De Mattias, varco di accesso privilegiato a tutto il sistema connettivo urbano nel tessuto storico. La piazza, prospiciente la Torre Quadra che rappresenta una delle tre testimonianze storiche della fortificazione della città, accoglie il complesso edilizio dell’ex monastero di Santa Maria Maddalena, che ospita oggi i locali oggetto di intervento architettonico.

L’Ex Monastero di Santa Maria Maddalena è oggi un complesso edilizio di grande rilevanza storico architettonica; chiuso su tre fronti lungo quelle che sono identificate come Vicolo Curvo, Vicolo Rana e Vicolo Pirgiano si apre alla piazza antistante attraverso gli ingressi dell’Auditorium “Giovanni Scarale”, del Museo dell’Arte e delle Tradizioni popolari “Michele Capuano” e della sede internazionale dei Gruppi Folkloristici.

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DISTRIBUZIONE ARCHITETTONICA E DESTINAZIONI D’USO

Il presente progetto di Adeguamento dell’Auditorium di Piazza De Mattias interviene, come già accennato, mediante un intervento di allestimento funzionalizzazione della antica chiesa sconsacrata delle Clarisse e dei suoi spazi annessi, come il matroneo, già recentemente recuperati e restaurati.

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Il plesso architettonico dell’antica Chiesa di S. Maria Maddalena, sede dell’Auditorium di Piazza De Mattias, risulta in ottimo stato, ben ristrutturato ed in gran parte ben mantenuto sotto il profilo edilizio, strutturale, murario, termo-idraulico, sanitario ed elettrico. Gli interventi previsti per il presente progetto di adeguamento infatti, interessano gli allestimenti interni al plesso architettonico, che puntano a dotare i locali degli elementi necessari allo svolgimento di funzioni sociali e culturali assicurando maggior confort, maggior sicurezza e maggior flessibilità possibile alle forme d’uso previste.

La facciata principale dell’Auditorium continuerà ad essere la facciata principale della Chiesa sconsacrata su Piazza De Mattias, ricostruita dopo un crollo, e già correttamente illuminata dal basso con fari posizionati sul pavimento del sagrato. L’ingresso principale dell’Auditorium continuerà ad essere il portale centrale di ingresso originario (in asse con l’alto finestrone in facciata che illumina l’Auditorium) al quale si accede da Piazza De Mattias, leggermente sottoposta, attraverso una scalinata ed una rampa di recente realizzazione, già funzionale ed serenamente accessibile a chiunque.

Un piccolo foyer dell’Auditorium, verrà realizzato mediante una ampia bussola interna, circa 12mq, utile come elemento di filtro tra l’esterno dell’edificio e l’open space interno (che individua lo spazio dell’Auditorium vero e proprio), ovvero il centro della navata della chiesa. La bussola è uno dei nuovi elementi architettonici introdotti dal progetto (e sarà un ambiente chiuso e con caratteristiche di resistenza al fuoco) che darà accesso a diverse direzioni funzionali: sul fronte principale della bussola, in asse con il portale, le due porte di sicurezza che immetteranno nella sala dell’Auditorium; sulla destra una porta che immetterà sulla piccola navata laterale destra, immediatamente adiacente all’ascensore esistente per l’accesso al secondo livello della struttura; sulla sinistra un varco che immetterà verso il grande corridoio distributivo che porta a funzioni secondarie annessi e servizi, nonché alle scale di accesso al secondo livello. La bussola consentirà di ottenere uno spazio interno intimo silenzioso e acclimatato, e di realizzare uscite di sicurezza con maniglioni antipanico senza manomettere il portale di ingresso. Sull’estradosso della bussola di ingresso (o foyer) è stato posizionato un videoproiettore centrale con caratteristiche tali da superare i circa 14 metri della navata e raggiungere il fondo dell’edificio.

La platea centrale dell’Auditorium, circa 10m x 6m, lascia libero il camminamento centrale in memoria della percezione ecclesiastica dell’edificio; i flussi e gli spazi stati organizzati in modo da tenere in considerazione tanto le esigenze di utenti con mobilità ridotta quanto criteri di sicurezza della via di fuga in eventuali situazioni di emergenza. La platea potrà contenere comodamente 76 posti a sedere di cui due dedicati al posizionamento di carrozzine per diversamente abili, organizzati a doppio pettine centrale.

Il palcoscenico dell’Auditorium è stato naturalmente posizionato sul fondo dell’edificio, nell’ultima campata della navata centrale, ovvero in luogo dell’altare e del crocifisso; la dimensione architettonica a disposizione libera uno spazio scenico di circa 26 mq all’interno del quale è stato possibile organizzare una piccola infrastruttura scenica su pedana flessibile e multifunzionale. L’accesso per portatori di handicap è assicurato mediante una breve rampa sul lato sinistro del palco, sul lato destro invece, annesso allo stesso palco è stato ricavato un piccolo spogliatoio o locale di servizio ad esclusivo dalla quinta scenica e dal palco. Il palco, infrastruttura tecnica dell’Auditorium, insieme alla regia ad un potetene video proiettore ed un buon impianto di diffusione sonora, è in grado accogliere le più disparate attività: da proiezioni cinematografiche a concerti acustici, da conferenze a performance musicali elettroniche, dal mapping digitale a letture condivise, da saggi di danza a comizi a workshop culturali. Il pavimento del palcoscenico sarà realizzato su pedana ignifuga removibile rivestita in pvc nero ad alta resistenza; le verticali del palcoscenico saranno realizzate con struttura metallica tipo “americane” che consentirà di allocare tre layer tecnici posizionati ad una altezza di circa 5 metri dal piano della platea per l’intera larghezza della navata, che saranno infrastruttura tecnica per:
– circa 8 m di binari elettrificati per l’allocazione di almeno 12 corpi illuminotecnici da scena;
– circa 25 mq di doppia tenda elettrica da sipario a scorrimento orizzontale su binario;
– circa 12 mq di telo da proiezione cinematografica a scorrimento verticale su rullo.

Il cielo scenico dell’Auditorium situato sul palcoscenico ad una altezza di circa 8,50 m dal piano della platea è una piccola infrastruttura scenica di circa 24mq, realizzata con un sistema di leggerissime “vele acustiche” in piattine metalliche calandrate rivestine in gomma piuma e telo ignifugo e fonoassorbente dello stesso materiale delle tende. Esse saranno sospese alla struttura lignea di copertura, utili tanto come elemento tecnico acustico che come elemento di arricchimento scenografico del palcoscenico.

La regia dell’Auditorium è situata nell’ultima cappelletta laterale destra, posizionata con buona prossimità al palco e visibilità all’intero spazio centrale; da questa postazione operativa sarà possibile comandare e gestire la maggior parte delle tecnologie sceniche della struttura (dall’impianto illuminotecnico, all’impianto audio, da videoproiettore cinematografico alle tende sceniche elettrificate); la regia è stata dimensionata per accogliere due postazioni a sedere ed uno spazio retrostante per eventuali assistenti alla regia e per il posizionamento di tecnologie momentanee ed ausiliarie, e per l’accesso di personale su sedia su rotelle.

L’ampio corridoio laterale dell’Auditorium, posizionato alla sinistra della platea, con larghezza superiore a 2m, che funge da ingresso secondario e sarà dotato di porta per uscita di sicurezza su strada, ha la funzione di distribuire i servizi accessori della struttura, ovvero oltre alla bussola di ingresso, i seguenti ambienti:

– sala di accoglienza, di circa 20mq, utile come reception dell’intero complesso (Auditorium, Museo, Scuola del Gusto, alloggi, centro recupero, funzioni secondarie), nonché biglietteria, sala snack, cappottiera etc;
– servizi igienici sanitari (già esistenti ben distribuiti per uomini e donne) e nuovi spogliatoi di servizio;
– locale tecnico in cui già presente componentistica termoidraulica;
– scale di accesso al piano superiore, il livello del matroneo;
– porta di accesso alla corte interna dell’ex convento ed alla futura Scuola del Gusto.
Le barriere architettoniche attualmente presenti lungo il corridoio e tra i varchi di comunicazione tra un ambiente e l’altro saranno superati attraverso la creazione di rampe di corretta pendenza ove possibile e da servoscala elettrico ove indispensabile.

Il matroneo dell’Auditorium è strutturata nei luoghi dell’antico matroneo della chiesa, un tempo utilizzato dalle Suore Clarisse per ascoltare la celebrazione liturgica in assoluta riservatezza, è un composto da ampio anello circolare, lungo circa 56 metri lineari, il cui piano di calpestio è posizionato ad una altezza variabile tra 4,6m e 5,6m dal livello della platea. L’intero spazio anulare, accessibile sia mediante scale che mediante ascensore, ha una superficie di circa 170 mq ed è composto di numerosi ambienti in fuga l’uno nell’altro di dimensioni variabili, molti dei quali vivacemente illuminati dal 9 finestre perimetrali verso l’esterno, ed presentano ampi affacci interni verso la navata, di cui 7 arcate a sesto ribassato sulle pareti laterali e due balconate sui due lati corti dell’edificio (sulla bussola e sul palcoscenico). Questo grande ambiente sarà completamente vuoto e chiuso per il pubblico, tranne per gli addetti che si occuperanno di aprire e chiudere il sistema di tende acustiche nel momento dello spettacolo al piano inferiore.

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