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Ortipertutti

CITTÀ: Bologna, Italia
COMMITTENTE: Urban Center Bologna
DESTINAZIONE D’USO: Orti urbani, spazi e servizi pubblici
TIPO DI CONCORSO: Concorso di progettazione per un’agricoltura urbana
ANNO: 2014

PROGETTISTI:
PhD Cesare Corfone | dottore di ricerca in architettura e urbanistica e master in progettazione urbana
architetto Luciana De Girolamo | specialista in restauro e master in architettura naturale
architetto Raffaele Vitale | specialista in tecnologia edilizia e master di architettura sostenibile
architetto Mario Danilo Carella | specialista in tecnologia edilizia, sicurezza e progettazione antincendio
architetto junior Flora La Cava | specialista in pianificazione, grafica e comunicazione
architetto Marco Vincenzo Manduzio | specialista in progettazione e master in architettura avanzata

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Il concorso di progettazione in oggetto è stato promosso da Urban Center Bologna con il Comune di Bologna, la Fondazione Villa Ghigi, l’Ordine degli Architetti di Bologna, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Bologna e l’Ordine degli Ingegneri di Bologna, con l’adesione di AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Passaggio, il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. ed il contributo di CERSAIE e Confindustria Ceramica.

Gli obiettivi del concorso sono stati incentrati sul tema dell’agricoltura urbana e in particolare degli orti di nuova generazione già al centro dell’attenzione pubblica da alcuni anni anche perché nella città di Bologna si registra sempre più il proliferare di nuove attività, legate alle coltivazioni urbane, promosse da istituzioni, associazioni e gruppi di cittadini e il numero di persone che chiedono di poter usufruire di un orto pubblico è in costante aumento. Nelle recenti realizzazioni di aree verdi, il tema degli orti ha assunto un’importanza via via maggiore, ma lo stretto rapporto fra aree ortive e giardini pubblici non è nuovo per Bologna e numerosi parchi cittadini hanno da tempo orti al proprio interno o ai propri confini. Il concorso ha riguardato la progettazione di un sistema di soluzioni di carattere prestazionale, corredate di requisiti funzionali e atto alla realizzazione di nuovi orti urbani di piccole-medie dimensioni all’interno di aree verdi pubbliche.

Il nostro gruppo di progettazione ha fatto particolare attenzione ad alcuni elementi innovativi, non solo nel progetto di un orto urbano, bensì ad elementi di innovazione e sostenibilità del più complessivo progetto urbano: arredi e materiali complementari, area per il compostaggio, vasche per lo stoccaggio dell’acqua piovana, sedute, tavoli e altri elementi di arredo; elementi vegetali: alberi, arbusti, rampicanti, siepi perimetrali, ecc.; manufatti per la socializzazione come tettoie e pergolati, strutture per il ricovero degli attrezzi e dei materiali vari, servizi igienici.

Il progetto si compone di quattro elaborati grafici, il primo dei quali riguardante un abaco di arredi che fosse poi utilizzabile nel progetto di tre aree, localizzate in parti differenti della Grande Bologna, selezionate dall’Amministrazione Comunale all’interno del patrimonio pubblico a disposizione. Le tre aree rappresentano altrettanti contesti: “Orti tra le case”, ovvero orti da realizzarsi in spazi di piccole dimensioni in contesti fortemente “urbani”. In questi casi l’orto è funzione principale e caratterizza l’area verde, anche con soluzioni fuori terra; “Orti dentro i giardini”, ovvero orti da realizzarsi all’interno di spazi verdi pubblici (anche di recente realizzazione) di medie dimensioni. In questi casi l’orto arricchisce le funzioni dell’area e ne diviene anche presidio attivo; “Orti in campagna”, ovvero orti da realizzarsi in aree rurali, dove prevale lo spazio aperto (spesso coltivato) e l’orto diviene un elemento di diversificazione.

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Orti in campagna

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Nel progetto “Orti urbani in Campagna”, il parco occupa un lembo relitto di campagna sopravvissuta all’espansione urbana a ridosso dell’asse tangenziale-autostrada. È stato inaugurato nel 2010 a seguito di un Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa curato dell’amministrazione comunale (progettisti Ferretti Elisa, Jacopo Favara, Mariapia Malagoli); verso oriente il parco confina con un’altra area verde pubblica, il giardino Vincenzo Tanara mentre sul confine settentrionale si trova il Centro Sportivo Universitario (CUSB).

L’area di progetto, risulta uno spazio particolarmente adatto a ospitare una zona ortiva per consolidare il carattere e la vocazione rurale della zona, di facile accesso sia in bici, grazie alla presenza di una pista ciclabile connessa alla rete ciclabile limitrofa, che in auto. Il progetto è ispirato da un’idea di “area verde urbana produttiva” che unisce cioè funzioni tipiche del parco urbano (svago, passeggio) a funzioni produttive. La socializzazione e l’incontro sono assicurati, in primis, dalle aree dotate di pergolati e sedute che formano le zone attrezzate dedicate, poi, sotto forma di riciclo, dall’area destinata alla raccolta delle acque e quella di compostaggio, ma anche, in misura nettamente più importante e sotto forma di produzione di beni cioè area destinata agli orti veri e propri. Dal punto di vista delle scelte di impostazione e articolazione spaziale, il progetto propone, in virtù dell’originale assetto agricolo, un Orto Urbano sviluppato sull’asse nord-sud, dando luogo ad una serie di spazi uniti tra loro, seppur con differenti ruoli. La soluzione progettuale muove quindi dai criteri sopraesposti suddividendo la superficie del parco-orto in ambiti, ciascuno dei quali dotato di precise caratterizzazioni architettoniche e paesaggistiche, posti in stretta relazione con l’intorno naturale.

Gli “Ortipertutti” si relazionano agli elementi primari dello spazio circostante, in particolare al complesso “Villa Pini”, struttura pubblica e sede di associazioni per attività orticole presente nell’area, mediante gli assi stradali principali, i quali oltre che dall’assetto territoriale originario prendono forma dalle direttrici dell’ambiente costruito esistente come, ad esempio, il complesso CUSB dell’università di Bologna. Dalla disposizione spaziale, si nota in maniera immediata, l’importante asse che attraversa l’intera l’area di progetto, connettendo l’attuale area di Villa Pini e lo spazio aggregativo di progetto, una sorta di pettine, corredato di arredi e servizi per la collettività. Da questo, si relazionano gli altri assi soprattutto quello che serve l’area ortiva di progetto. Essa è costituita da un numero complessivo di 25 parcelle ortive, di 30 mq ognuna e di dimensioni 7,5 x 4 mt e 3 x 3 mt per i diversamente abili. Particolare attenzione è stata posta alla conservazione e all’incremento della biodiversità tramite opportuni elementi funzionali, idonee strutture e specifici manufatti, come gli alberi da frutto posti ad ovest, nidi artificiali, bat box e casette per insetti impollinatori integrati nella vegetazione di progetto.

Orti tra le case

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L’area riguardante gli “Orti urbani tra le case”, fa parte di un contesto urbano, nel quale sono presenti elementi del passato da valorizzare, è di facile accesso, sia attraverso i mezzi pubblici, sia in bicicletta. Il giardino fa parte dell’articolato sistema di spazi verdi connessi allo sviluppo edilizio residenziale che ha interessato questo quartiere negli ultimi decenni del Novecento. L’area è lambita verso Nord e Est da un tratto della frequentata pista ciclabile che collega Bologna a San Lazzaro. Su via Bombicci, a breve distanza, è presente la scuola primaria San Domenico Savio. Nei pressi dell’area individuata si trovano le due zone ortive comunali di Due Madonne e Mondolfo.

Lo spazio verde, a pianta rettangolare, presenta un’ampia radura prativa in posizione centrale, un tempo utilizzata per il gioco libero del calcio, e gruppi di alberi e arbusti localizzati ai suoi margini. Verso il confine settentrionale risalta un lungo filare alberato con bagolari che ombreggia una frequentata area attrezzata per il gioco. Nella concezione degli spazi, hanno giocato un ruolo fondamentale i rapporti con i diversi elementi circostanti: gli accessi al lotto, le strade, ed il costruito. In questo puzzle di realtà preesistenti, s’inserisce il progetto, come tessera di unione tra le parti, città, natura, vie di comunicazione e spazi collettivi. Si è ragionato per assi paralleli e trasversali, che hanno dato forma agli spazi dell’orto urbano tra le case. Come per gli orti in campagna, anche qui, c’è un asse principale sul quale sono smistate le diverse funzioni e uno che percorre l’intera area ortiva, costituita da un numero complessivo di 25 parcelle ortive, di 30 mq ognuna e con moduli, di 7,5 x 4 mt e 3 x 3 mt per i diversamente abili.

L’area è posta in asse con la stecca di parcheggi esistenti a nord – ovest. A nord, invece, abbiamo pensato l’area attrezzata con tettoie e zone per lo svago della comunità, a diretto contatto con la zona di verde pubblico già utilizzata per manifestazioni pubbliche, così da creare una forte relazione sociale tra l’ambiente esistente e il progetto. Anche qui c’è un’attenzione particolare per la conservazione e l’incremento della biodiversità messa in atto mediante nuovi filari di alberature da frutto e nidi artificiali per insetti ma anche grazie all’uso di concimi naturali per gli orti.

Orti dentro i giardini

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L’area verde pubblica degli “Orti urbani dentro i giardini”, è collocata tra via del Tuscolano e via Stendhal. Il giardino è situato al centro di un denso tessuto urbano misto, residenziale e produttivo; si sviluppa intorno a un vecchio nucleo colonico oggi recuperato che richiama il passato assetto rurale dell’area, testimoniato anche dal lembo relitto di campagna che accoglie fruttiferi e un piccolo orto, posto lungo via del Tuscolano in adiacenza al giardino. Un grande complesso residenziale a stecca, di recente realizzazione, fa da confine settentrionale all’area verde; l’edificio presenta due “passaggi” che consentono il collegamento diretto tra il giardino e il parcheggio pubblico connesso alla struttura attestato a nord della nuova costruzione.

L’area fa parte di un contesto ancora poco definito, in parte dovuto alla sua recente realizzazione, con gruppi di giovani alberi e arbusti in prevalenza a foglia caduca distribuiti in modo irregolare e alternati ad alcune radure prative. Su via del Tuscolano si aprono due ingressi all’area verde: il principale, verso sud, è servito da un piccolo parcheggio ricavato a lato della strada ed è liberamente accessibile; il secondo, verso nord, è contiguo al verde di pertinenza del grande edificio a stecca che fa da confine al giardino (la sua sistemazione è ancora in corso di completamento). Da via Stendhal, inoltre, si stacca in posizione piuttosto defilata un camminamento che conduce al terzo ingresso del giardino e che serve anche il parcheggio pubblico adiacente all’edificio esistente.

Come nei precedenti lotti, anche in questo caso, è stato studiato un’asse principale, tenendo conto dell’ambiente circostante e delle proprie forme, che hanno dettato il disegno degli spazi. Per la localizzazione dei nuovi orti, è stato privilegiato il settore meridionale del giardino in modo da mantenere una distanza di rispetto nei confronti delle abitazioni poste sul confine settentrionale; in tale settore, inoltre, è stato collocato un punto di presa d’acqua funzionale a garantire il futuro impianto idrico a servizio degli orti. L’idea base è la medesima, un’asse di percorrenza lungo l’intera area ortiva, costituita da 25 parcelle ortive, di 30 mq ognuna e di 7,5 x 4 mt e 3 x 3 mt per gli utenti con mobilità ridotta. Da qui abbiamo creato un accesso principale, il quale si relaziona al resto del lotto, in maniera parallela. Non è stata tralasciata l’economicità complessiva delle opere e della loro manutenzione, infatti gli arredi minimizzano l’uso di materiale, essendo lineari e seriali; le aree produttive si avvalgono di vasche di compostaggio pubbliche e naturali così come anche di vasche d’acqua piovana raccolta attraverso semplici canali scavati nel terreno.

PDFELABORATI DI CONCORSO