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Convitto Nazionale Ruggero Bonghi

CITTÀ: Lucera, Italia
COMMITTENTE: Convitto nazionale statale “R. Bonghi”
PROGETTISTI: Cesare Corfone, Luciana De Girolamo, Raffaele Vitale, Mario Danilo Carella con Fabio Papa, Antonio Pasqua, Lorenzo Fredella, Angelo Salvato, Marco Manduzio, Flora La Cava
DESTINAZIONE D’USO: Istituto d’Istruzione Superiore
ANNO: 2013

Il grande complesso architettonico che ospita il Convitto Nazionale Statale “R. Bonghi” di Lucera è un articolato sistema edilizio, risultato di una stratificazione costruttiva che ebbe inizio con la fondazione del primo nucleo cinquecentesco e che si è susseguita fino ad i nostri giorni, raggiungendo una superficie coperta di circa 9.000 mq. Il Convitto sorge su un’area di circa 16.000 mq, localizzata nella porzione Sud-Sud-Est del centro storico della città di Lucera ed interamente racchiuso, insieme ad altre proprietà, tra Via IV Novembre, Via Bari, Via Porta Croce e Via Raffaele Cassitto. Il Convitto è un bene architettonico di altissimo valore storico, artistico e patrimoniale, tutelato dal Ministero dei Beni Culturali con specifico decreto legislativo. Ciò nonostante versa in grave stato di degrado funzionale, urbanistico, architettonico, ambientale, impiantistico, energetico, sanitario ecc., ciò dovuto a decenni pregressi di scarsa manutenzione del suo patrimonio immobiliare.

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Numerosissimi sono gli ambienti e le funzioni attualmente annesse al complesso architettonico del Convitto Nazionale (ciò nonostante ancora parzialmente inutilizzato) le principali delle quali afferiscono alle attività dell’Istituto Alberghiero di Lucera. Tra le numerose attrezzature del Convitto possiamo citare: cucine e laboratori culinari, aule informatiche, una piccola chiesa, un grande refettorio, palestra al coperto con spogliatoi, campetti per attività motorie, una piscina semi- olimpionica, sale studio, dormitorio maschile, dormitorio femminile, sale di rappresentanza e ricevimenti, aula magna, nonché una antica scuola elementare dismessa e numerosi corti inutilizzate.
L’Istituto Alberghiero di Lucera annesso al Convitto Nazionale sta vivendo negli ultimi anni una fase di grande crescita, in termini di iscrizioni, attività, nonché di prestigio complessivo, e questo è vero nonostante le criticità di tipo edilizio già citate in introduzione. L’intervento in oggetto, per quanto possibile con i fondi a disposizione, è teso a migliorare le condizioni ambientali e di contesto alle attività didattiche dell’Istituto.
Il progetto è finalizzato a:
migliorare le prestazioni energetiche mediante la sostituzione di obsoleti infissi esterni con
nuovi infissi esterni ad elevate prestazioni termiche (AZIONE C1);
incrementare il livello di sicurezza dell’Istituto migliorando il sistema di impiantistica
antincendio, nonché mediante la creazione di nuove vie di fuga dall’edificio (AZIONE C2);
aumentare l’attrattività dell’ambiente scolastico mediante la valorizzazione ed il restauro di
alcune ambientazioni storiche topiche del luogo (AZIONE C3);
migliorare l’accessibilità di alcune aree dell’istituto mediante l’installazione di un’ascensore e di
nuovi servizi igienici (AZIONE C4);
promuovere le attività sportive mediante la creazione di nuovi campi regolamentari per il gioco
del calcio a 5 e per la pallavolo (AZIONE C5);
Premesse le grandi estensioni del complesso architettonico del Convitto e le numerose sezioni funzionali dell’Istituto Alberghiero e dato l’importo complessivo finanziato (circa 750.000 euro), si è evinta l’impossibilità di intervenire sull’intera struttura scolastica, per non correre il rischio di disperdere le cifre a disposizione, e si è preferito invece concentrare le risorse (distribuite nelle diverse finalità precedentemente descritte tra le “motivazioni”) sulle aree del complesso di più grande valore architettonico e funzionale.
Per quanto riguarda gli interventi sul potenziamento delle attrezzature sportive (AZIONE C5), si è scelto di sfruttare il sedime delle preesistenti attrezzature per diverse ragioni: la indiscutibile obsolescenza dei campetti sportivi esistenti, che avrebbero comunque necessitato di ingenti cifre per la loro manutenzione e sistemazione; la difficoltà di reperire altro spazio sufficientemente grande per installare nuove attrezzature sportive; l’opportunità di ridurre i costi di sistemazione del suolo e movimento terra del nuovo impianto sportivo a favore di una migliore tecnologia realizzativa.
Per quanto riguarda tutti gli altri interventi invece si è optato per la concentrazione degli stessi in due aree di grande importanza: il chiostro del pozzo e il prospetto ovest del convitto. L’importanza del chiostro deriva dal suo valore culturale, patrimoniale ed artistico, nonché dalla sua centralità logistica e distributiva per gli spostamenti interni alla scuola. L’importanza del prospetto ovest (ala ovest del complesso ottocentesco) è data dalla presenza del refettorio a suo pian terreno nonché dalla sua posizione di tramite tra la scuola, i dormitori e le attrezzature sportive.
Si è optato quindi, di riqualificare le aree nei pressi del chiostro e del prospetto ovest: l’accessibilità (AZIONE C4) mediante varchi murari, rampe, ascensore e servizi igienici; l’attrattività (AZIONE C3), mediante restauri dei paramenti murari; la sicurezza (AZIONE C2) mediante porte tagliafuoco, vie di fuga, scale di sicurezza e impianto idrico antincendio; le prestazioni energetiche (AZIONE C1) mediante l’installazione di nuovi infissi esterni ad alte prestazioni.

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Le nuove attrezzature per attività sportive all’aperto sono localizzate in continuità con le attrezzature esistenti per attività sportive al coperto: sorgono infatti in una area pianeggiante tra l’ala ovest del Convitto, il dormitorio, la piscina e la palestra. La superficie destinata ad attività sportive all’aperto è di circa 2170mq alla quale si aggiungono circa 400mq di sistemazione di spazi aperti circostanti realizzati con alberature e pavimentazioni. Le attrezzature sportive sono progettate per essere un’area polivalente allestita, secondo misure e caratteristiche regolamentari per il gioco del calcio a 5 (24m x 15m) e per il gioco della pallavolo (18m x 9m).
I campi da calcio a cinque saranno realizzati in manto erboso artificiale di colore verde del tipo Green2000 o simile di spessore 27mm, posato sui seguenti strati a partire da quello inferiore: telo in pvc antierba, primo strato filtrante e compattato per le pendenze, strato bituminoso lisciante, strato resiliente e drenante tipo Enkaplez (o simile spessore di 8mm).
Il gioco della pallavolo (18m x 9m) si potrà svolgere su campo polivalente (24m x 15m) la cui superficie perfettamente liscia, costituita da un doppio strato d’usura, il primo in malta bituminosa stesa a caldo (spessore 30mm), il secondo da multistrato formato da rivestimento plastico a base di resine acriliche, cariche di minerali, pigmenti ed additivi scelti, ad altissima resistenza agli agenti atmosferici ed all’usura, stesi a spatolone; tutto posato su tre strati: primo strato filtrante e compattato per le pendenze, strato bituminoso lisciante, strato resiliente e drenante tipo Enkaplez (o simile di spessore di 8mm).
I tre campi da gioco sono racchiusi da reti metalliche fino ai 3m e in nylon per i restanti 5m a norma di legge, sostenute, per la prima parte da pali tubolari in ferro fissati su un cordolo in cls, e da 12 pali in acciaio che fungono anche da sostegno per l’illuminazione notturna degli stessi campi da gioco. Questi ultimi saranno dislocati tre per ogni lato lungo (24m) in modo da far coincidere 6 pali per due campi utilizzando un unico sostegno per la doppia illuminazione. Tutta l’area sarà sistemata creando dei camminamenti e attrezzando delle aiuole adiacenti il muretto basso che corre parallelamente il prospetto ovest del Convitto. Le essenze arboree scelte per le aiuole adiacenti ai campi da giuoco sono il Cupressus arizonica e il Cupressus sempervirens, per le loro caratteristiche estetiche, per la profondità delle loro radici e per l’alta resistenza al vento e altri fenomeni atmosferici.

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Il chiostro del pozzo è uno degli elementi di più grande pregio storico-artistico del complesso architettonico del Convitto ed ha un grande valore identitario poiché traccia permanente dell’antica funzione di Convento che il complesso ebbe in passato. L’idea di parziale riconfigurazione distributiva dell’istituto scolastico prevista in questo progetto esecutivo prevede la ricostituzione dell’identità storica e funzionale del chiostro del pozzo, che ritornerebbe ad essere elemento distributivo di primaria importanza per l’intero complesso scolastico.
Il restauro del chiostro muove dall’esigenza funzionale di riaprire le percorrenze intorno al chiostro stesso, intervento necessario anche ai fini di una migliore accessibilità dell’Istituto e una migliore riconfigurazione delle vie di fuga verso le uscite di sicurezza. Tutte le tamponature (superfetazioni) che oggi ostacolano le percorrenze intorno al chiostro saranno rimosse. Inoltre verrà ripristinata l’accessibilità all’area scoperta del chiostro mediante la parziale riapertura delle arcate, cosa che migliorerà notevolmente il rapporto aeroilluminante degli spazi serventi e serviti che giacciono nei pressi dello stesso. I pessimi infissi attualmente esistenti al pian terreno ed al primo piano, di diversa natura ed epoca, saranno rimossi a favore di più consoni infissi in legno ad elevate prestazioni termica e tenuta agli agenti atmosferici. Gli interventi previsti per i prospetti riguardano, gli intonaci distaccati ed ammalorati saranno rimossi e ripristinati da nuovi intonaci; i fregi artistici danneggiati negli ultimi decenni verranno ricostituiti mentre quelli ormai inesistenti saranno rimpiazzati da elementi che ricostruiranno la loro forma e posizione; le cornici e le lesene interrotte saranno ripristinate; le superfetazioni saranno rimosse; buona parte dell’impiantistica idraulica esistente verrà rimossa o nascosta nei paramenti murari non portanti; la pavimentazione esistente, il pozzo e le sedute saranno restaurate e valorizzate; pluviali e gronde restaurati e/o sostituiti.

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La realizzazione dell’ascensore è un intervento cardine del progetto di ri-funzionalizzazione, teso all’eliminazione di gravi barriere architettoniche, oggi presenti del complesso scolastico, prima fra tutte, l’impossibilità di raggiungere il primo piano da parte di persone diversamente abili. Il luogo previsto per l’ascensore è piuttosto baricentrico all’intero complesso, ed è situato nella intersezione di diversi corpi di fabbrica (refettorio, ala vecchia, ala nuova). Per la sua realizzazione sarà utilizzata un collegamento verticale oggi esistente (asola nel solaio tra pian terreno e primo piano), che fu predisposto per alloggiare una scala di sicurezza da rimuovere poiché non più consona in termini di sicurezza dell’Istituto. L’installazione dell’ascensore porta con se alcuni interventi di contorno, quali la parziale chiusura dell’asola esistente, la creazione di una rampa per il superamento di un dislivello, l’allargamento di alcune aperture murarie, lo scavo per la fossa ascensore e per la fondazione, nonché poche altre opere edili minori.
L’ascensore da realizzare ha una portata 850 kg per 10 persone con cabina 140x140cm, una velocità di circa 0,5 m/sec, due fermate con due accessi adiacenti, una corsa di circa 570 cm, macchinario in armadio metallico, forza motrice alternata trifase 50Hz 380 Volt, pulsantiera di cabina e di piano con scritte anche in Braille, accessi con porte automatiche EI 120 di 90cmx215cm ed ante telescopiche. Il vano corsa ha una fossa di 150cm ed una testata di 350cm ed è realizzato in incastellatura metallica per esterno di dimensioni interne 180cmx210cm (interne) e 200x200cm (esterne). La cabina è costruita con pareti portante in lamiera metallica plastificata, doppia areazione naturale, corrimano in acciaio inox, specchio a mezza parete.
L’accesso alla scuola sarà garantita al pian terreno da un ingresso a raso adiacente all’ascensore, e al primo piano dall’ascensore stesso. Ma per la reale e completa utilizzazione della scuola, risulta necessaria anche la realizzazione di un bagno per persone diversamente abili ad ogni piano della scuola, cosi come previsto nel D.P.R. 24 Luglio 1996, n. 503 in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici nonché al D.M. 236/89. Le soluzioni progettuali adottate per la realizzazione dei servizi igienici attrezzati per portatori di handicap sono state definite in conformità alle indicazioni prescritte nel D.M. 236/89; in particolare in questi locali saranno garantiti gli spazi di manovra, lo spazio necessario all’accostamento laterale della sedia a ruote al w.c., quello necessario all’accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, la dotazione di opportuni corrimano ed aste di sostegno nonché del campanello di emergenza.
I nuovi bagni saranno ricavati in un’aula adiacente a spazi già occupati attualmente da servizi igienici esistenti: è stata rilevata infatti l’esigenza di nuovi servizi igienici anche per persone normodotate, dovuta alla insufficienza ed alla vetustà degli attuali servizi igienico-sanitari per una consistente parte della struttura scolastica. I suddetti bagni saranno previsti in 5 completi di wc, bidet e lavabo ed 1 con wc e lavabo, mentre 1 per i portatori di handicap completo di wc, lavabo di dimensioni 2,00 x 2,20m con una porta di luce 90cm. Il rivestimento delle pareti di tutti i servizi (h 2,40m) in piastrelle di litogres ceramico di prima scelta di colore a scelta del D.L., l’illuminazione avverrà dall’alto. Le prese saranno del tipo UNEL 10/16A in corrispondenza degli erogatori di aria calda posti all’esterno degli ambienti, in corrispondenza delle uscite.
Il nuovo impianto idrico antincendio – elaborato dall’Arch. Mario Danilo Carella – coprirà l’intero istituto scolastico utilizzato e sarà costituito da una rete idranti di tipo a pettine a due colonne montanti. La tubazione sarà in PEHD per i tratti interrati a pavimento, ed in acciaio zincato a norma UNI 8863 per i tratti fuori traccia. Sette idranti presenti al piano primo, verranno recuperati e revisionati, mentre i nuovi idranti saranno corredati di tubazione flessibile (di tipo approvato lunga 20 m) e distribuiti in modo da consentire l’intervento in tutte le aree del complesso scolastico (potendo raggiungere col getto ogni punto dell’area protetta). Gli idranti saranno dislocati in posizione facilmente accessibile e visibile, come indicato negli elaborati grafici allegati. In prossimità dell’ingresso principale (Via IV Novembre) sarà posizionato un attacco di mandata UNI 70 per il collegamento delle autopompe dei Vigili del Fuoco. Sarà inoltre realizzato un locale pompe antincendio nella zona adiacente a quella attualmente predisposta per gli autoclavi.
L’impianto è descritto in dettagli nelle relazioni specialistiche e loro allegati grafici.
Il complesso scolastico è attualmente provvisto di un sistema di vie di uscita non correttamente dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile, quindi è stato necessario riprogettare l’intero sistema di esodo, come meglio delineato dalla relazione specialistica elaborata dall’Arch. Mario Danilo Carella.
Al pian terreno ed al primo piano, le vie di esodo verranno assicurate mediante la riorganizzazione delle stesse e mediante la creazione di nuove uscite di sicurezza, una nuova scala di sicurezza, nuove compartimentazioni degli ambienti, nuove porte tagliafuoco. La scala avrà larghezza di esodo di 240cm. Realizzata con profili metallici standard, sarà poi verniciato e parzialmente rivestita con lamiere piene e traforata.
La struttura portante del complesso architettonico esistente è in gran parte realizzata in muratura portante: gli unici interventi che afferiscono alle modifiche delle murature sono di ridotte dimensioni (aperture necessarie per la creazione di vie di fuga, vie di circolazione, illuminazione ed accessibilità degli ambienti) e sono sono stati identificati come “interventi locali”. Per quanto riguarda nuove strutture come la scala di sicurezza, l’ascensore ed i pali per l’illuminazione esterna, saranno realizzate mediante elementi prefabbricati in acciaio su nuova fondazione in calcestruzzo, strutturalmente svincolate dai corpi edilizi esistenti.
Calcoli, verifiche e dettagli strutturali sono stati elaborati dall’arch. Cesare Corfone in collaborazione con gli ingegneri strutturisti Antonio Pasqua e Lorenzo Fredella. Ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i, è stato redatto a cura dell’arch. Cesare Corfone l’apposito Piano di Sicurezza e Coordinamento in fase di Progettazione e i suoi necessari allegati (layout di cantiere, cronoprogramma, stima dei costi ecc.) nonché il Fascicolo dell’Opera da realizzare.

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